Aziende e università di tutto il mondo rafforzano gli investimenti nella nuova frontiera dei motori Internet: ricerche effettuate non più solo per parole chiave ma per concetti. Leggete l'articolo pubblicato su Affari&Finanza del 15/09/2008!!!
Aziende e università di tutto il mondo rafforzano gli investimenti nella nuova frontiera dei motori Internet: ricerche effettuate non più solo per parole chiave ma per concetti.
Google sta lavorando alla digitalizzazione degli archivi di decine di giornali, che diventeranno consultabili online insieme alle pagine originali scansionate.
Grande movimento sul fronte degli e-reader. Sia la Sony che la Plastic Logic stanno per entrare prepotentemente nei territori finora dominati da Kindle, l’ e-reader della Amazon, che a sua volta dovrebbe lanciare nei primi mesi del prossimo anno una seconda versione del suo lettore elettronico.

Il Chicago Tribune stringe un accordo con EveryBlock per geolocalizzare i suoi articoli - Una mappa aggiornata con la “geografia” delle notizie delle ultime 48 ore - Un esperimento che coinvolgerà altri quotidiani.
11,4 milioni di visitatori unici nel mese di maggio 2008, ma non è ancora chiaro perché dal 2002 ad oggi, l’ azienda di Mountain View non abbia praticamente fatto alcuno sforzo per migliorare il suo servizio di informazione online, diversamente da come è accaduto per GMail e Google Maps.
E’ Freebase, una gigantesca banca dati che contiene oltre 4 milioni di argomenti (contro le 2,5 milioni di voci di Wikipedia) e che è prevalentemente alimentato da macchine e algoritmi che “succhiano” e organizzano i dati da migliaia di fonti.
Buona la leggibilità, ma noiose le procedure per ricaricarlo e poi i titoli, tutti uguali graficamente, tolgono l’ impatto emozionale dei toni alti della titolazione dei quotidiani – Comunque l’ oggetto di Amazon sembra destinato ad andare avanti - Il primo e-paper commerciale verrà intanto lanciato negli Usa nella seconda metà del 2009, secondo il dirigente per l’ Asia-Pacifico della E-Ink Corp.
Global Voices ha l’obiettivo di "dare voce a chi non ha voce", amplificando e rilanciando quelle notizie spesso trascurate dai grandi media.
_GVO Summit: http://summit08.globalvoicesonline.org/
_Sito italiano: http://it.globalvoicesonline.org

Dalla prima web syndication italiana dovrebbe nascere un nuovo giornale online capace di coprire il paese anche sul piano locale – Ai gruppi editoriali che nel dicembre scorso avevano costituito l’ omonima società si è aggiunta ora la Confindustria – Il sito del Tempo è trasmigrato già nel sottodominio del Sole24ore: lo faranno anche quelli delle altre testate online? – La battaglia per l’ audience.
Nel 2012 il 50 per cento del traffico internet sarà costituito da immagini in movimento. E anche le entrate pubblicitarie relative sono destinate a impennarsi. A sostenerlo è la Cisco nel suo Visual Networking Index. Lo spiega Emanuela Di Pasqua in un articolo su Visionpost, aggiungendo che “per i filmati sul web si prospetta un futuro più che roseo”.
SpotCrime, un nuovo sito web Usa, incrocia milioni di dati provenienti dai siti delle varie polizie con le mappe di Google, offrendo una visione in continuo aggiornamento del panorama dei fatti di “nera” delle 125 maggiori città americane – Incrociando i vari parametri del programma è possibile ottenere un ampio arco di dati: ad esempio quante rapine sono state compiute in una città in un determinato periodo oppure in un determinato quartiere, e così via – I dati possono essere forniti anche via mail, iPhone o FaceBook, e presto anche tramite Twitter e lettori Rss.
Aggregatore di notizie e di informazioni attraverso l’ aggregazione di giornalisti-editori di se stessi.
Leggeremo i giornali soltanto online. Non esisterà più alcuna versione cartacea. A Madison, in Wisconsin, è già realtà. Il quotidiano The Capital Times, ormai da un mese, non viene più stampato. Si può sfogliare soltanto sul sito internet.
La grande “febbre” del giornalismo dal basso ha contagiato anche You Tube (gruppo Google), che ha appena creato Citizen News, una piattaforma per i video degli utenti, ma i criteri di filtraggio rigido che vengono utilizzati sempre più spesso finiscono per portare anche il citizen journalism verso il mainstream.

La Tv digitale sta vivendo un’incredibile fase di sviluppo. Le tecnologie sfruttate sono diverse, dal satellite al digitale terrestre, alla web Tv, passando al DVB-H e per la Tv mobile. Ma tra queste l’ IPTV (Internet Protocol Television) oggi dimostra d’essere il modello con maggiori possibilità di crescita nel gradimento degli spettatori del futuro. E’ la conclusione a cui è giunto uno studio sulla TV del futuro, realizzato da Isimm in collaborazione con l’Università di Roma Tre e con la direzione di Enrico Menduni, e presentato nei giorni scorsi a Roma.
Una nuova ricerca compiuta in Danimarca conferma lo scenario problematico che sta di fronte ai giornali. Una società di sondaggi, la Analyse Danmark, ha chiesto a 2800 persone: se lei potesse avere accesso ogni giorno a un solo tipo di media, quale preferirebbe? I giornali hanno perduto con un margine ampio. Metà degli interpellati ha detto di preferire la Tv, e il 27% ha scelto internet. Solo il 23% preferiscono il loro giornale quotidiano (nazionale, regionale o tabloid che sia).
Il giornalismo partecipativo non è una moda, ma è la risultante di una doppia evoluzione, tecnologica e sociologica. La democratizzazione di internet, la comparsa dei blog, lo sviluppo del digitale in tutte le sue forme, tutto ciò ha considerevolmente aumentato le possibilità di esprimersi, di comunicare, di fare scambi. E questa nuova realtà tecnologica ha consentito a un fenomeno sociologico più profondo di concretizzarsi. Nelle nostre società occidentali si è progressivamente sviluppata una certa forma di sfiducia nei confronti dei media tradizionali: il desiderio del cittadino di non subire l’informazione, ma di parteciparvi. Il giornalismo dei cittadini, o partecipativo, permette di dare corpo a questo bisogno grazie alle nuove tecnologie. Non ha quindi niente di effimero; anzi, segna l’avvio di una era mediatica inedita.
Fra un mese partirà in versione sperimentale l’ edizione italiana di una delle testate di giornalismo partecipativo più note in Francia – La notizia è stata data a Orvieto durante il Premio Luigi Barzini dal fondatore di Agoravox, Carlo Revelli, che in una intervista a Lsdi annuncia anche la nascita imminente di una Fondazione – Nella conversazione i problemi delle nuove forme di editoria giornalistica, dalle Fondazioni, appunto, al nuovo mecenatismo, e la questione del futuro dei giornali e del giornalismo.
Secondo il Financial Times il sistema pubblicitario di Google diventerà la principale piattaforma finanziaria su cui si baseranno televisioni, giornali e gli altri media che si spostano verso internet – Mentre per Sfnblog, attraverso Google passano almeno i due terzi del traffico online che va a finire sui siti web dei giornali cartacei Usa.Dopo la presentazione a Roma dell’ edizione italiana di 'Current Tv', il canale televisivo partecipato creato da Al Gore, un convegno sulla 'Individual TV' – La tv del futuro dovrebbe essere “personalizzata, ad alta definizione, sempre raggiungibile e a costi accessibili” – Entro 8 anni il mercato della tv digitale dovrebbe quintuplicare il suo volume di affari raggiungendo i 500 miliardi di euro – Ma questo sviluppo è legato alla diffusione della banda larga e l’ Italia in Europa, in questo settore, è il fanalino di coda – L’ esperimento YKS, la “tv ‘fatta’ dal pubblico”.
Current TV _una tv interattiva che consente all’utente la totale gestione del palinsesto, di alta qualità digitale e con contenuti all’altezza. Una televisione “liquida”, costruita di volta in volta a misura di telespettatore, e che dovrebbe spingere ulteriormente la crescita del mercato della tv digitale.
Link: http://current.com/
Individual TV _ovvero la televisione del futuro secondo la multinazionale svedese delle telecomunicazioni: "personalizzata, ad alta definizione, sempre raggiungibile e a costi accessibili".
Link: http://www.ericsson.com/campaign/televisionary/?WT.mc_id=hpgbnr
Come a dire: la tv è mia e decido io.
Link per trovare tutto l'articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/13/la-tv-del-futuro-e-il-futuro-della-tv/
Una produzione-diffusione dell’ informazione profondamente modificata Internet presenta delle possibilità tecniche nuove e specifiche. In primo luogo, il costo della comunicazione su internet è basso e, in più, costantemente decrescente, cosa che rende materialmente accessibile al maggior numero di persone la possibilità di creare e/o di consumare online una pubblicazione (che sia un sito o un blog). Una pubblicazione online su internet non costa che il tempo e la competenza di quelli che la fanno, mentre una pubblicazione su carta ha un costo di fabbricazione (carta e stampa) e un costo di diffusione (fra il 30 e il 40% del prezzo di copertina) rilevanti al punto da prevedere un investimento iniziale non trascurabile, che basta a scoraggiare la maggior parte dei progetti editoriali. La diffusione su internet si distingue, inoltre, dalla diffusione aleatoria dei supporti su carta, che dipende dalla buona volontà e dalla politica dei distributori oppure dall’ efficacia di una rete di appassionati e di militanti che alimentano regolarmente alcune librerie specializzate o propongono direttamente le loro pubblicazioni in ogni occasione (conferenze, dibattiti, manifestazioni, ecc.)
L’ audience dei siti web dei quotidiani è cresciuta in tre anni da 39 a 63 milioni al giorno, col raddoppio delle pagine viste – Per quanto riguarda la stampa scritta almeno il 50% dei tagli nella diffusione sarebbero voluti dal management per risparmiare sui costi eliminando la distribuzione in zone lontane e fuori mercato.
Sono 18 su 100 contro i 36 del 1946 - La diffusione, intorno ai 50 milioni di copie, ha raggiunto il livello più basso in 60 anni, mentre la popolazione è raddoppiata – Il calo è ancora più accentuato nei domenicali - I dati dell’ Audit Bureau of Circulation.
Il gruppo Metro International, primo editore di free press al mondo – 23 milioni di copie in 23 paesi – registra nel primo quadrimestre del 2008 un calo dei ricavi del 6,1% (a 73,4 milioni di euro) – I “gratuiti” hanno di fronte gli stessi problemi dei giornali a pagamento: calo delle inserzioni pubblicitarie e forte concorrenza degli altri quotidiani gratuiti - Così anche il gruppo editoriale svedese sta cominciando a pianificare tagli e ha deciso di ricorrere all’ online.