Il giornalismo partecipativo non è una moda, ma è la risultante di una doppia evoluzione, tecnologica e sociologica. La democratizzazione di internet, la comparsa dei blog, lo sviluppo del digitale in tutte le sue forme, tutto ciò ha considerevolmente aumentato le possibilità di esprimersi, di comunicare, di fare scambi. E questa nuova realtà tecnologica ha consentito a un fenomeno sociologico più profondo di concretizzarsi. Nelle nostre società occidentali si è progressivamente sviluppata una certa forma di sfiducia nei confronti dei media tradizionali: il desiderio del cittadino di non subire l’informazione, ma di parteciparvi. Il giornalismo dei cittadini, o partecipativo, permette di dare corpo a questo bisogno grazie alle nuove tecnologie. Non ha quindi niente di effimero; anzi, segna l’avvio di una era mediatica inedita.
venerdì 16 maggio 2008
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