*inFromAzione

PRIMI PASSI PER COSTRUIRE LA NOSTRA INFORMAZIONE.
presentazione del progetto:


INFORMANDO SI FORMA LA FORMA: *metaprogetto

ASPETTI SOCIOLOGICI: L'ABITARE E L'INFORMAZIONE


sabato 31 maggio 2008

Social-network-portal, un esperimento italiano di microeditoria online

Aggregatore di notizie e di informazioni attraverso l’ aggregazione di giornalisti-editori di se stessi.

Giornali: sale al 14% negli Usa lo share pubblicitario

I giornali hanno aumentato il loro share degli investimenti pubblicitari dal 13,6% del 2006 al 14% del 2007, nonostante il calo nella diffusione.
Il dato emerge da una recente ricerca
della Newspaper Marketing Agency (NMA). Seguono la pubblicità all’ aperto (7.4%), alla radio (5.7%), su internet (5.3%) e al cinema (1.5%).
Anche la tv accresce la sua “fetta”, salendo dal 34.9% del 2006 al 35.7%, mentre al contrario le riviste scendono dall’ 11.2% al 10.8% del 2007.

Link:
http://www.lsdi.it/2008/05/31/giornali-sale-al-14-negli-usa-lo-share-pubblicitario/

Scrivere sul web

Il Capo adesso si presenta in 3d

SYDNEY - Le videoconferenze e le videochat erano ieri: l'ad oggi si presenta in 3d. Un curioso gioco di parole che però è di fatto già realtà. Non è però un film di Star Trek, anche se ne ha tutte le caratteristiche. Hugh Bradlow, a capo della compagnia telefonica Telko Telstra, è apparso ad una conferenza in Australia in questi giorni sotto forma di proiezione tridimensionale (guarda il video). L'ologramma è stato trasmesso in diretta da Melbourne a Adelaide, a 725 chilometri di distanza. Il nuovo sistema di comunicazione potrebbe arrivare sul mercato entro qualche anno.

Vai all'intero articolo :
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_maggio_28/capo_3_d_ecdc2688-2ccc-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml

venerdì 30 maggio 2008

Il giornale che ha abbandonato per sempre la carta

Leggeremo i giornali soltanto online. Non esisterà più alcuna versione cartacea. A Madison, in Wisconsin, è già realtà. Il quotidiano The Capital Times, ormai da un mese, non viene più stampato. Si può sfogliare soltanto sul sito internet.


Leggi l'intero articolo:
http://www.lsdi.it/2008/05/30/il-giornale-che-ha-abbandonato-per-sempre-la-carta/

lunedì 26 maggio 2008

Tv: ma anche il giornalismo partecipativo cede al mainstream

La grande “febbre” del giornalismo dal basso ha contagiato anche You Tube (gruppo Google), che ha appena creato Citizen News, una piattaforma per i video degli utenti, ma i criteri di filtraggio rigido che vengono utilizzati sempre più spesso finiscono per portare anche il citizen journalism verso il mainstream.

mercoledì 21 maggio 2008

CrossingTV: la web TV che accoglie e contiene le differenze



A fronte della situazione che le cronache di questi giorni riportano soprattutto nei confronti degli stranieri, la migliore risposta è CrossingTV - La TV delle nuove generazioni.

Vai sull'intero articolo: http://www.crossingtv.it/webtv

martedì 20 maggio 2008

Prhometeus e la rivoluzione dei media

Link:

RootMagazine

Rivista online: http://www.rootmagazine.org

Televisione: IPTV il modello con più chances di crescita

La Tv digitale sta vivendo un’incredibile fase di sviluppo. Le tecnologie sfruttate sono diverse, dal satellite al digitale terrestre, alla web Tv, passando al DVB-H e per la Tv mobile. Ma tra queste l’ IPTV (Internet Protocol Television) oggi dimostra d’essere il modello con maggiori possibilità di crescita nel gradimento degli spettatori del futuro. E’ la conclusione a cui è giunto uno studio sulla TV del futuro, realizzato da Isimm in collaborazione con l’Università di Roma Tre e con la direzione di Enrico Menduni, e presentato nei giorni scorsi a Roma.

Link: http://www.isimm.it/

Per leggere tutto l'articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/20/televisione-iptv-il-modello-con-piu-chances-di-crescita/

domenica 18 maggio 2008

turismo interattivo

commercio interattivo

video-interattivo

I media online nell’era della distruzione creativa

L’ analisi del futuro dei nuovi media attraverso sei domande chiave in un ampio articolo su Agoravox - Come si può guadagnare del denaro? C’ è un modello economico possibile? - Che cosa ci si può attendere dall’ evoluzione della pubblicità e degli inserzionisti? – Ancora: chi produrrà l’ informazione ? - E così via fino alla domanda ovvia: ma allora, che devono fare i media online? – Il dibattito è aperto e non ci sono risposte definitive, ma almeno una direzione è chiara: investire, innovare, fare evolvere le pratiche e la cultura delle redazioni – Tenendo conto comunque che il valore dell’ informazione “bruta” comincia a tendere verso lo zero.

Leggi tutto l'articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/18/i-media-online-nell%e2%80%99-era-della-distruzione-creativa/

sabato 17 maggio 2008

Spot automatici sopra e dentro i video online

La pubblicità online avrà sempre più a che fare con i video e l'intrattenimento. È sufficiente dare un'occhiata alla nuova tecnologia della Asterpix per comprendere che lo streaming video sta per essere investito da una nuova rivoluzione pubblicitaria.

I tecnici della piccola start-up californiana - finanziata dalla nota società venture capital ICT
NEA - hanno sviluppato un sistema capace di embeddare, nelle clip, piccole cornici luminose che al passaggio del cursore possono visualizzare link, banner e informazioni correlate. Insomma, si tratta di una soluzione che sfrutta ancora una volta i popup, ma in modalità avanzata e con potenzialità ipertestuali tutte da esplorare.La novità è che normalmente questo genere di "spot" nei video possono essere realizzati manualmente dai produttori di contenuti o dagli editori stessi. Il pacchetto di tool di Asterpix, invece, consente di automatizzare ogni funzione. In pratica, un cospicuo numero di bot è in grado di scandagliare il web alla ricerca di video, e procedere poi successivamente al loro tagging nonché alla correlazione con spot.

Asterpix, secondo TechCrunch, avrebbe già iniziato a "infiltrarsi" nelle piattaforme di video-sharing, con un ritmo di migliaia di rilevamenti al giorno. La lista aggiornata dei video indicizzati è disponibile sul sito ufficiale di Asterpix. Al momento si tratta di una fase di test, che serve solo per mostrare le potenzialità del servizio. L'obiettivo è che realtà come YouTube, Metacafe o Imeem decidano di adottare la tecnologia Asterpix nei rispettivi sistemi di pubblicazione. I bot, probabilmente, sono la punta di diamante del progetto. Hanno infatti la capacità di rilevare la permanenza degli oggetti presenti nelle clip, e contemporaneamente i termini associati al video. In questo modo sono in grado di creare delle gerarchie che mettono in correlazione immagini e testi.
L'accuratezza ovviamente non è ancora paragonabile a quella umana, ma comunque raggiunge buoni risultati.

Link: _ http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2212978
_ http://www.asterpix.com/console/?avi=8259891

Per informarsi meglio tv e internet

Una nuova ricerca compiuta in Danimarca conferma lo scenario problematico che sta di fronte ai giornali. Una società di sondaggi, la Analyse Danmark, ha chiesto a 2800 persone: se lei potesse avere accesso ogni giorno a un solo tipo di media, quale preferirebbe? I giornali hanno perduto con un margine ampio. Metà degli interpellati ha detto di preferire la Tv, e il 27% ha scelto internet. Solo il 23% preferiscono il loro giornale quotidiano (nazionale, regionale o tabloid che sia).

I blog si trasformano in un grande affare (in Usa)

I dati di eMarketer prevedono che nel 2012 i blogger in Usa saranno 35 milioni (il 16% di tutta la popolazione internet), che 145 milioni di persone (il 67% degli internauti) leggeranno un blog almeno una volta al mese e che la pubblicità destinata ai blog raggiungerà i 746 milioni di dollari.

L'intero articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/17/i-blog-si-trasformano-in-un-grande-affare-in-usa/

Sito molto interessante:

_Market Research on E-Business and Online Marketing
_Objective Analysis of Internet Market Trends
_Data from Over 3,000 Worldwide Sources

Link:
http://www.emarketer.com/

venerdì 16 maggio 2008

Giornalismo partecipativo

Il giornalismo partecipativo non è una moda, ma è la risultante di una doppia evoluzione, tecnologica e sociologica. La democratizzazione di internet, la comparsa dei blog, lo sviluppo del digitale in tutte le sue forme, tutto ciò ha considerevolmente aumentato le possibilità di esprimersi, di comunicare, di fare scambi. E questa nuova realtà tecnologica ha consentito a un fenomeno sociologico più profondo di concretizzarsi. Nelle nostre società occidentali si è progressivamente sviluppata una certa forma di sfiducia nei confronti dei media tradizionali: il desiderio del cittadino di non subire l’informazione, ma di parteciparvi. Il giornalismo dei cittadini, o partecipativo, permette di dare corpo a questo bisogno grazie alle nuove tecnologie. Non ha quindi niente di effimero; anzi, segna l’avvio di una era mediatica inedita.

giovedì 15 maggio 2008

The end of advertising as we know it

A giugno Agoravox-Italia

Fra un mese partirà in versione sperimentale l’ edizione italiana di una delle testate di giornalismo partecipativo più note in Francia – La notizia è stata data a Orvieto durante il Premio Luigi Barzini dal fondatore di Agoravox, Carlo Revelli, che in una intervista a Lsdi annuncia anche la nascita imminente di una Fondazione – Nella conversazione i problemi delle nuove forme di editoria giornalistica, dalle Fondazioni, appunto, al nuovo mecenatismo, e la questione del futuro dei giornali e del giornalismo.

mercoledì 14 maggio 2008

Google: un ruolo sempre più nevralgico per i vecchi media

Secondo il Financial Times il sistema pubblicitario di Google diventerà la principale piattaforma finanziaria su cui si baseranno televisioni, giornali e gli altri media che si spostano verso internet – Mentre per Sfnblog, attraverso Google passano almeno i due terzi del traffico online che va a finire sui siti web dei giornali cartacei Usa.


Leggi tutto l'articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/14/google-un-ruolo-sempre-piu-nevralgico-per-i-vecchi-media/

martedì 13 maggio 2008

La Tv del futuro e il futuro della Tv

Dopo la presentazione a Roma dell’ edizione italiana di 'Current Tv', il canale televisivo partecipato creato da Al Gore, un convegno sulla 'Individual TV' – La tv del futuro dovrebbe essere “personalizzata, ad alta definizione, sempre raggiungibile e a costi accessibili” – Entro 8 anni il mercato della tv digitale dovrebbe quintuplicare il suo volume di affari raggiungendo i 500 miliardi di euro – Ma questo sviluppo è legato alla diffusione della banda larga e l’ Italia in Europa, in questo settore, è il fanalino di coda – L’ esperimento YKS, la “tv ‘fatta’ dal pubblico”.

Current TV _una tv interattiva che consente all’utente la totale gestione del palinsesto, di alta qualità digitale e con contenuti all’altezza. Una televisione “liquida”, costruita di volta in volta a misura di telespettatore, e che dovrebbe spingere ulteriormente la crescita del mercato della tv digitale.
Link: http://current.com/

Individual TV _ovvero la televisione del futuro secondo la multinazionale svedese delle telecomunicazioni: "personalizzata, ad alta definizione, sempre raggiungibile e a costi accessibili".
Link:
http://www.ericsson.com/campaign/televisionary/?WT.mc_id=hpgbnr

Come a dire: la tv è mia e decido io.

Link per trovare tutto l'articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/13/la-tv-del-futuro-e-il-futuro-della-tv/

domenica 11 maggio 2008

Dodici internauti italiani su 100 sono ”creators”


Forrester, un sistema che permette di delineare i profili degli internauti – L’ Italia al primo posto in Europa per percentuale di creatività nel web 2.0

Quasi 10 milioni di Spectators, quelli che leggono i blog e fruiscono dei contenuti generati dagli utenti; 4,6 milioni di Critics, quelli che rispondono ai contenuti degli altri, postano commenti sui blog e partecipano ai forum; e 3 milioni di Creators, ovvero quelli che producono contenuti sociali, tengono un proprio blog, caricano video e musica.
Questa – rileva Emanuela Di Pasqua su
VisionPost - è la fotografia che Mauro Lupi, sul suo blog, costruisce della popolazione degli internauti italiani, basandosi sui 24,5 milioni di utenti internet tracciati dalla recente ricerca Nielsen e sul cosiddetto tool di Forrester
, un sistema di elaborazione dei profili degli internauti.
Secondo queste indagini – aggiunge Di Pasqua - “l’Italia non se la cava poi così male e non è indietro come si potrebbe pensare nelle reti sociali. Del resto, come fa notare un
blogger
, se Grillo è in grado di trascinare così tanta gente in piazza evidentemente gli italiani sanno bene cosa sia un blog e cosa siano i contenuti generati dagli utenti e i più giovani o i più appassionati ne fanno anche un largo uso”.
Con il tool di Forrester si possono realizzare profili della penetrazione del web sociale con altri parametri. Con quello di genere, ad esempio, si scopre che c’ è “un atteggiamento un po’ più passivo da parte delle signore, le quali però non si discostano troppo dalla media nazionale. Sono invece di gran lunga differenti – prosegue Di Pasqua - le percentuali che si riferiscono alla fascia d’età dai 18 ai 24 anni. A conferma di quanto la rete sociale sia complessivamente molto giovane troviamo un 41 per cento di Inactives, un 57 per cento di Spectators, un 17 per cento di Joiners, un poderoso 50 per cento di Collectors, un 36 per cento di Critics e un 19 per cento di Creators.
Sbizzarrendosi nel costruire tabelle secondo gli indicatori di preferenza, stupiscono soprattutto i dati relativi alla categoria dei Creator. In Sud Corea sono il 38 per cento, in Giappone il 23 per cento e negli Usa il 19 per cento, ma la media europea è del 10 per cento. L’Italia dunque supera la media del Vecchio Continente e si aggiudica il primo posto, prima della Gran Bretagna, della Francia e della Germania. E nonostante i pregiudizi”.

venerdì 9 maggio 2008

Giornali: calano le vendite ma crescono i lettori, un altro paradosso italiano

_Rapporto sulla stampa in Italia dalla Federazione degli editori (Fieg)_
40,4 milioni – in pratica il 79,1% di tutta la popolazione italiana sopra i 14 anni - il 67% legge un quotidiano a pagamento, il 34,7% legge testate gratuite e il 21,1% legge notizie da quotidiani online.
”I giornali restano il più importante strumento di democrazia a disposizione dei cittadini per capire gli eventi e per operare scelte conseguenti. Ai giornali vanno dunque riconosciuti un insieme di valori che spiegano i motivi per cui sono letti e non così poco come da qualche parte si vorrebbe far credere”, rileva la Fieg.

_Internet? Non è più una minaccia ma una “opportunità”_
Quello che sembrava essere un pericolo, un concorrente molto insidioso dei giornali tradizionali, si è rivelato invece un’ opportunità “che ha contribuito ad allargare il pubblico dei lettori”. Ed infatti tra i cento siti web più visitati sono venti quelli riconducibili a gruppi editoriali. Da segnalare ad esempio che nel 2007 il network dei siti di uno dei principali gruppi editoriali italiani ha aumentato la raccolta pubblicitaria online del 64% rispetto al 2006, un incremento di gran lunga superiore a quello medio fatto registrare dagli investimenti pubblicitari su internet.

Le slide con le principali tabelle elaborate dalla Fieg sono consultabili qui:
http://www.lsdi.it/wp-content/la-stampa-in-italia-2005-2007-le-slide.pps

L'intero articolo invece:
http://www.lsdi.it/2008/05/09/giornali-calano-le-vendite-ma-crescono-i-lettori-un-altro-paradosso-italiano/

mercoledì 7 maggio 2008

C’ è ancora vita dopo la carta stampata

Quale sarà il futuro della stampa? Quali prospettive di crescita tecnica ed economica riserva il Web? Come si comportano gli inserzionisti? Come cambiano le redazioni e che forme assume l’informazione? Questi i temi affrontati in un articolo del New York Times, a partire dall’esperienza dell’ International Data Group, editore di nicchia che ha visto il proprio fatturato crescere in seguito alla migrazione sul Web.

Link:
http://www.lsdi.it/2008/05/07/c%e2%80%99-e-ancora-vita-dopo-la-carta-stampata/

martedì 6 maggio 2008

Comunika.tv, la prima Web Tv per l'impresa

_Nasce la Web Tv dedicata al mondo della comunicazione digitale B2B_

Oggi verrà presentata, durante il convegno «Web Tv: format, linguaggi e pubblicità interattiva», presso il Politecnico di Milano, la prima Web Tv dedicata al mondo della comunicazione digitale B2B. Comunika.tv consentirà di fare promozione, informazione e intrattenimento grazie all’impatto emozionale del video ad alta qualità.
L'obiettivo è quello di creare occasioni di confronto professionale e di knowledge sharing fra gli utenti del settore, grazie alla struttura dei suoi format. Insomma mettere a disposizione uno spazio per fare comunicazione in digitale.
«Riteniamo che Comunika.tv possa diventare un prezioso strumento per responsabili comunicazione e marketing, addetti stampa, designer nonché creativi e pubblicitari che, attraverso questo canale, potranno fare comunicazione d’impresa in modo innovativo, ascoltare autorevoli opinioni di esperti del settore, condividere il know-how con gli altri professionisti, diventando così parte attiva del progetto», ha dichiarato Andrea Maffini, Direttore Generale di Unicity.
Comunika.tv è compatibile sia con Windows Media Player che con Adobe Flash Player.


Articolo di Federica Masera
Link: http://www.apogeonline.com/webzine/2008/05/06/22/200805062203

La rivoluzione multimediale ormai non fa più paura

_Seconda edizione del “Newsroom Barometer" _

Link: http://www.lsdi.it/2008/05/06/la-rivoluzione-multimediale-ormai-non-fa-piu-paura/

domenica 4 maggio 2008

Internet, le trasformazioni dello spazio mediatico e dell’informazione

Qualche riferimento sulla questione dell’informazione:
_Prima di tutto Internet non sostituisce la stampa scritta e audiovisiva, ma si aggiunge ad essa, esercitando degli effetti di ristrutturazione del campo di produzione dell’informazione. I media preesistenti ad esempio, non solo aprono dei siti sul web ma la pubblicità per alcuni siti passa per la stampa scritta o audiovisiva esistente.
_Poi la potenza di questi mezzi di comunicazione dipende dal numero di quelli che vi accedono. La televisione è diventata potente progressivamente, a mano a mano che gli spettatori aumentavano. Lo stesso vale per internet. Si stima, per il 2008, nel 60% il numero delle persone che professionalmente o in privato possono connettersi a internet.
_Infine, e conviene non dimenticarlo, gli usi di internet sono molto differenziati e obbediscono alle leggi generali della diffusione culturale.

Una produzione-diffusione dell’ informazione profondamente modificata Internet presenta delle possibilità tecniche nuove e specifiche. In primo luogo, il costo della comunicazione su internet è basso e, in più, costantemente decrescente, cosa che rende materialmente accessibile al maggior numero di persone la possibilità di creare e/o di consumare online una pubblicazione (che sia un sito o un blog). Una pubblicazione online su internet non costa che il tempo e la competenza di quelli che la fanno, mentre una pubblicazione su carta ha un costo di fabbricazione (carta e stampa) e un costo di diffusione (fra il 30 e il 40% del prezzo di copertina) rilevanti al punto da prevedere un investimento iniziale non trascurabile, che basta a scoraggiare la maggior parte dei progetti editoriali. La diffusione su internet si distingue, inoltre, dalla diffusione aleatoria dei supporti su carta, che dipende dalla buona volontà e dalla politica dei distributori oppure dall’ efficacia di una rete di appassionati e di militanti che alimentano regolarmente alcune librerie specializzate o propongono direttamente le loro pubblicazioni in ogni occasione (conferenze, dibattiti, manifestazioni, ecc.)
_Ma sono la stessa ricezione e lo stesso consumo di informazioni a cambiare.
_Il ruolo e le pratiche di giornalismo si trasformano. Internet scombussola le logiche di produzione.

Leggi l'intero articolo: http://www.lsdi.it/2008/05/04/internet-le-trasformazioni-dello-spazio-mediatico-e-dell%e2%80%99-informazione/

venerdì 2 maggio 2008

Forte crescita dei giornali online Usa, mentre metà del calo nella diffusione della stampa sarebbe pilotata

L’ audience dei siti web dei quotidiani è cresciuta in tre anni da 39 a 63 milioni al giorno, col raddoppio delle pagine viste – Per quanto riguarda la stampa scritta almeno il 50% dei tagli nella diffusione sarebbero voluti dal management per risparmiare sui costi eliminando la distribuzione in zone lontane e fuori mercato.

giovedì 1 maggio 2008

Dimezzati in 60 anni gli americani che comprano un quotidiano

Sono 18 su 100 contro i 36 del 1946 - La diffusione, intorno ai 50 milioni di copie, ha raggiunto il livello più basso in 60 anni, mentre la popolazione è raddoppiata – Il calo è ancora più accentuato nei domenicali - I dati dell’ Audit Bureau of Circulation.

Link: http://www.lsdi.it/category/giornali/page/2/